Imola segreta 2 - Ville e giardini dell'imolese

Imola segreta 2 - Ville e giardini dell'imolese

Imola segreta 2 - Ville e giardini dell'imolese

Sono in gran parte nobili, qualche borghese e anche ecclesiastici i fondatori delle ville nell’Imola del XVII e XVIII secolo. Di molti di loro e delle loro famiglie si accenna in questo lavoro. Le ville imolesi erano principalmente destinate ad un uso privato, riservato alla famiglia ed agli amici. 

50 in magazzino

-15%

30,00 €

Prezzo scontato!

25,50 €

Aggiungi al carrello

Siamo chiusi per ferie dal 20 dicembre fino al 7 gennaio compreso.
Gli ordini saranno evasi a partire dall'8 gennaio prossimo.

Sono in gran parte nobili, qualche borghese e anche ecclesiastici i fondatori delle ville nell’Imola del XVII e XVIII secolo. Di molti di loro e delle loro famiglie si accenna in questo lavoro. Le ville imolesi erano principalmente destinate ad un uso privato, riservato alla famiglia ed agli amici. Questa funzione più raccolta di svago e di otium traspare già dall’architettura stessa degli edifici, all’esterno quasi sempre molto sobri, anche se con interni eleganti e decorati, ma generalmente privi di grandi scaloni e saloni di ricevimento. Non sono mai state residenze di rappresentanza, questa era svolta nei palazzi in città. Enzo Cordaro e Giovanni Sabbatani ben rappresentano nei loro scritti questa destinazione d’uso riferita al conte Camillo Zampieri letterato, senatore imolese, e proprietario di una villa in Cantalupo: “Quivi egli dimorava, ora nei mesi estivi, in solitudine… ora all’autunno coi figli e con la moglie; la villa ospitò anche per più di un giorno, l’uno o l’altro dei suoi amici… In Cantalupo una villetta l’ebbe si cara, che facea il suo massimo diletto il ritirarsi in quella solitudine tra dolce ozio lungi dagli uomini insulsi e dalle cure affannose… come in leggiadri versi ne poneva avviso agli ospiti”. Altra caratteristica di queste dimore padronali è spesso anche la notevole contiguità fra l’abitato nobile o comunque signorile e quello colonico. Questo fenomeno, segno di una cultura e di relazioni che mutano, si modificherà fra la fine dell’Ottocento ed il Nuovo Secolo, per giungere, in alcuni casi, ad una specializzazione degli spazi e ad una netta separazione fra gli edifici e le corti padronali da quelli colonici e rustici. A queste dimore erano abitualmente annessi parchi e giardini, oggi di essi purtroppo restano non molte testimonianze, basti pensare a quanti sono completamente scomparsi a seguito degli eventi bellici o anche del disagio sociale che ne seguì, oppure in seguito mutilati a causa di un’espansione urbanistica che teneva in scarsissima considerazione il beneficio del verde e la conservazione del paesaggio. Vengono qui presentate tredici ville del territorio: Reggiana, Monteverde, Monaldina, Delizia Targhi, Ravagli, Laguna, La Cardinala, Cerchiari, Zappi, Alessandretti, Cà Bianca, Torano, Milana che rappresentano un campione significativo di questo patrimonio culturale, storico e ambientale.

Scheda tecnica

  • Titolo - Imola segreta 2
  • Sottotitolo - Ville e giardini dell'imolese
  • Autori - Giampaolo Nildi
  • Data di pubblicazione - 2019
  • Numero di pagine - 216
  • Copertina - Brossura cucita
  • Formato - 210 x 280 mm
  • Lingua - it
  • Tipo di stampa - BOOK
  • ISBN-13 - 9788875866280

Commenti

Nessun commento presente al momento.

Scrivi la tua recensione

Imola segreta 2 - Ville e giardini dell'imolese

Imola segreta 2 - Ville e giardini dell'imolese

Sono in gran parte nobili, qualche borghese e anche ecclesiastici i fondatori delle ville nell’Imola del XVII e XVIII secolo. Di molti di loro e delle loro famiglie si accenna in questo lavoro. Le ville imolesi erano principalmente destinate ad un uso privato, riservato alla famiglia ed agli amici. 

Scrivi la tua recensione

30 altri prodotti nella stessa categoria: