Imola segreta 2 - Ville e giardini dell'imolese

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Sono in gran parte nobili, qualche borghese e anche ecclesiastici i fondatori delle ville nell’Imola del XVII e XVIII secolo. Di molti di loro e delle loro famiglie si accenna in questo lavoro. Le ville imolesi erano principalmente destinate ad un uso privato, riservato alla famiglia ed agli amici. 

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Sono in gran parte nobili, qualche borghese e anche ecclesiastici i fondatori delle ville nell’Imola del XVII e XVIII secolo. Di molti di loro e delle loro famiglie si accenna in questo lavoro. Le ville imolesi erano principalmente destinate ad un uso privato, riservato alla famiglia ed agli amici. Questa funzione più raccolta di svago e di otium traspare già dall’architettura stessa degli edifici, all’esterno quasi sempre molto sobri, anche se con interni eleganti e decorati, ma generalmente privi di grandi scaloni e saloni di ricevimento. Non sono mai state residenze di rappresentanza, questa era svolta nei palazzi in città. Enzo Cordaro e Giovanni Sabbatani ben rappresentano nei loro scritti questa destinazione d’uso riferita al conte Camillo Zampieri letterato, senatore imolese, e proprietario di una villa in Cantalupo: “Quivi egli dimorava, ora nei mesi estivi, in solitudine… ora all’autunno coi figli e con la moglie; la villa ospitò anche per più di un giorno, l’uno o l’altro dei suoi amici… In Cantalupo una villetta l’ebbe si cara, che facea il suo massimo diletto il ritirarsi in quella solitudine tra dolce ozio lungi dagli uomini insulsi e dalle cure affannose… come in leggiadri versi ne poneva avviso agli ospiti”. Altra caratteristica di queste dimore padronali è spesso anche la notevole contiguità fra l’abitato nobile o comunque signorile e quello colonico. Questo fenomeno, segno di una cultura e di relazioni che mutano, si modificherà fra la fine dell’Ottocento ed il Nuovo Secolo, per giungere, in alcuni casi, ad una specializzazione degli spazi e ad una netta separazione fra gli edifici e le corti padronali da quelli colonici e rustici. A queste dimore erano abitualmente annessi parchi e giardini, oggi di essi purtroppo restano non molte testimonianze, basti pensare a quanti sono completamente scomparsi a seguito degli eventi bellici o anche del disagio sociale che ne seguì, oppure in seguito mutilati a causa di un’espansione urbanistica che teneva in scarsissima considerazione il beneficio del verde e la conservazione del paesaggio. Vengono qui presentate tredici ville del territorio: Reggiana, Monteverde, Monaldina, Delizia Targhi, Ravagli, Laguna, La Cardinala, Cerchiari, Zappi, Alessandretti, Cà Bianca, Torano, Milana che rappresentano un campione significativo di questo patrimonio culturale, storico e ambientale.

Scheda tecnica

  • Titolo - Imola segreta 2
  • Sottotitolo - Ville e giardini dell'imolese
  • Autori - Giampaolo Nildi
  • Data di pubblicazione - 2019
  • Numero di pagine - 216
  • Copertina - Brossura cucita
  • Formato - 210 x 280 mm
  • Lingua - it
  • Tipo di stampa - BOOK
  • ISBN-13 - 9788875866280

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Sono in gran parte nobili, qualche borghese e anche ecclesiastici i fondatori delle ville nell’Imola del XVII e XVIII secolo. Di molti di loro e delle loro famiglie si accenna in questo lavoro. Le ville imolesi erano principalmente destinate ad un uso privato, riservato alla famiglia ed agli amici. 

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